Il consumo degli elettrodomestici e qualche mito da sfatare

Quanto consumano gli elettrodomestici cha abbiamo in casa? Da anni questa domanda imperversa sui giornali e sulle piattaforme digitali. La risposta più onesta sarebbe anche quella più “sfumata”: dipende. Sì, dipende da tanti fattori: età dell’elettrodomestico, efficienza energetica, dimensioni e poi, sebbene qui si rischi l’ovvietà, uso che se ne fa.

Esistono molte ricerche, ognuna delle quali ha prodotto diversi risultati. Si riesce a fare un po’ di chiarezza? Probabilmente sì, a patto di considerare le diverse variabili in gioco già citate. Un asciugacapelli consuma molto di più di un condizionatore, sebbene alla fine dell’anno il peso del condizionatore sarà molto più alto in bolletta, poiché di norma viene molto più utilizzato rispetto all’asciugacapelli.

L’unico confronto valido, allora, è quello che rende uguale l’utilizzo degli elettrodomestici, in termini temporali. Detta altrimenti, se utilizzassimo per un’ora i vari elettrodomestici, quanto consumerebbe ciascuno di essi? Il consumo orario in kilowattora è il dato più indicativo, poiché dipende da un’unica variabile, l’elettrodomestico stesso.

Non sarebbe corretto parametrizzare sul costo perché questo dipende da molte variabili:

  • il mercato a cui appartiene la fornitura elettrica: se mercato libero o di maggior tutela);
  • la fascia oraria;
  • la residenza anagrafica;
  • la potenza impegnata, quella cioè disponibile per un dato cliente sulla base del contratto di fornitura.

Insospettabili energivori

Limitando le valutazioni al kilowattora, l’unità di fatturazione per l’energia elettrica, al primo posto tra gli elettrodomestici energivori, quelli cioè che consumano grandi quantità di energia, troviamo la [1] ben nota stufa elettrica. I suoi alti consumi non sorprendono, come ben sanno coloro che durante l’inverno si trovano costretti a utilizzarla: il consumo orario è di 2,0 kW/h. Al secondo posto ci sono il bollitore e l’asciugacapelli; entrambi con un consumo di 1,6 kW/h. Un impatto per nulla indolore; fortunatamente si tratta di due elettrodomestici, soprattutto il bollitore, che raramente rimangono accesi più di qualche minuto.

Altri energivori sono la friggitrice ad aria, che negli ultimi anni ha avuto una rapida diffusione, con 1,5 kW/h e la piastra per capelli, con 1,3 kW/h. Un po’ dietro troviamo l’asciugatrice per i panni, il ferro da stiro e il forno elettrico: tutti e tre con consumi che oscillano intorno a 1,0 kW/h, anche se è l’asciugatrice ad aver l’impatto più sensibile, con 1,2 kW/h.

Insospettabili virtuosi

Le ultime posizioni, che nel nostro caso corrispondono ai comportamenti energetici più virtuosi, sono occupate da aspirapolvere, 0,8 kW/h, condizionatore, 0,7 kW/h, lavatrice, 0,3 kW/h, e lavastoviglie, anch’essa con 0,3 kW/h. Il frigorifero risulta ancora più indietro, sebbene molte classifiche continuino a inserirlo nelle prime posizioni, con la scusa che è un elettrodomestico in funzione 24 ore al giorno.

È utile ripetere che anche una ricerca attenta a un confronto utile, con alcuni dati normalizzati (uguali per tutti), deve considerare un utilizzo che stia nella media. Altrimenti diventa impossibile qualsiasi valutazione.

L’importanza della classe, e dei consigli

Va sempre sottolineata l’importanza della classe energetica, che è la caratteristica veramente decisiva per quanto riguarda consumo e spesa conseguente. Le classi più efficienti garantiscono le stesse prestazioni delle classi inferiori con un minore uso di energia; questo si traduce in vantaggi economici ed ambientali.

I progressi tecnologici, sia a livello di elettronica che di materiali utilizzati, consentono prestazioni impensabili solo fino a qualche anno fa. Anche elettrodomestici di grandi dimensioni riescono a determinare dei consumi tutto sommato ragionevoli. Se tuttavia la tecnologia ci aiuta molto di più rispetto al passato, alcune vecchie e buone abitudini non smettono di essere efficaci, se il risparmio è il nostro principale obiettivo.

Ricordiamo che lavastoviglie e lavatrice rispondono alla stessa logica: non è il motore interno a richiedere la maggiore quantità di energia, ma il riscaldamento dell’acqua fino alla giusta temperatura. Va da sé che utilizzare questi elettrodomestici a pieno carico significa abbattere sensibilmente i costi orari di utilizzo. Ricordiamo infine che il forno elettrico viene troppo spesso utilizzato ignorando che la funzione della ventilazione consente di ridurre i tempi di cottura, grazie all’aria che circola.

Classe energetica adeguata e piccoli consigli: ecco quindi la giusta combinazione per un utilizzo consapevole ed efficiente degli elettrodomestici. Cambiare questi ultimi, scegliendoli tra quelli più performanti, rientra poi tra le azioni premiate da E.ON. Scarica e registrati sull’app, entra a far parte della Green Community, scopri di più sul programma e su come accumulare ecoPoints.

In E.ON lavoriamo per trovare le offerte più adatte alle esigenze dei nostri clienti, stando attenti alle condizioni del mercato, alle tariffe e alla chiarezza delle bollette.[1]  E stando sempre attenti a crescere insieme a chi ci sceglie, incoraggiando e premiando i comportamenti più virtuosi.

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