Finanza sostenibile: cos'è e perché interessa le imprese?

Fare profitto a tutti i costi, non importa le conseguenze: se volessimo trovare un modo crudo e diretto per definire la logica basilare su cui si basava il mondo della finanza, almeno fino a una trentina di anni fa, potremmo usare questa semplice frase. Per molte persone, in realtà, questa frase è vera ancora oggi. 

Sebbene l’immagine della finanza sia basata su questo preconcetto, soprattutto in relazione alle grandi aziende, la realtà è molto diversa: da diversi anni infatti la finanza sta subendo una trasformazione che va sempre più verso la finanza sostenibile. Ma cosa si intende con questo termine, sempre più diffuso?

Sviluppo e finanza sostenibile

Il concetto di finanza sostenibile è in realtà strettamente legato a quello di sviluppo sostenibile. Questa idea nasce a partire dagli anni ‘80 e negli ultimi decenni si sta sempre più affermando soprattutto in seguito agli studi sull’impatto che le nostre azioni hanno sul Pianeta, oltre che la crescente sensibilità dell’opinione pubblica verso le conseguenze che ogni acquisto o investimento ha sull’ambiente, naturale e sociale.

Contrariamente al concetto di crescita illimitata basata sul profitto, lo sviluppo sostenibile si muove dalla convinzione che non ci può essere crescita senza attenzione alle conseguenze: bisogna cioè puntare a un profitto che protegga l’ambiente e che tuteli le risorse naturali soprattutto in relazione alle generazioni future. Il credo fondamentale dello sviluppo sostenibile è che solo progetti e iniziative che conservino le risorse naturali e facciano prosperare il nostro Pianeta rappresentino il futuro.  

Finanza sostenibile: cos’è

Dal concetto di sviluppo sostenibile discende direttamente l'idea di sostenibilità, quel concetto che anche noi di E.ON condividiamo, declinato nelle tre accezioni di sostenibilità (ambientale, sociale e sostenibilità economica che include anche la finanza sostenibile). 

Possiamo definire la finanza sostenibile come un approccio che, nonostante non neghi l'orientamento al profitto, mira a creare valore nel lungo periodo, facendo in modo di usare le risorse naturali in modo razionale, lasciando la possibilità alle generazioni future di farne uso. La creazione del profitto non può avvenire se non con la creazione di cose utili all'ambiente sociale e naturale, in modo da non compromettere la capacità del Pianeta di produrre nel lungo periodo. 

Ciò significa che, se pensiamo in termini di progetti aziendali o investimenti da proporre, tra gli elementi che verranno presi in considerazione non ci sarà solo il profitto economico (o il risparmio per il cliente), ma anche la valutazione del suo impatto di sostenibilità, da tutti e tre i punti di vista. 

È chiaro quanto questo approccio sia assolutamente diverso dalle classiche operazioni economiche: la finanza sostenibile infatti si basa sull'idea che il profitto si crea solo supportando le attività sostenibili per la Terra e chi la abita, quindi crea un valore che non è solo economico.

Finanza etica e sostenibile: le definizioni

Dato che stiamo definendo i confini della finanza sostenibile è bene fare un distinguo con quella che è conosciuta come finanza etica e, anche, con una sorta di approccio filantropico all'economia

Sicuramente la finanza sostenibile appartiene al più ampio metodo della finanza etica, in cui cioè le scelte economiche sono prese non più solo pensando al profitto, ma a una serie di valori e ideali. Ma se la finanza sostenibile, come abbiamo detto, mira a un profitto che tuteli l'ambiente sociale e naturale, la finanza etica comprende motivazioni anche basate su determinati valori diversi dalla sostenibilità, quindi fedi politiche, religiose o ideologie.

Infine è bene sottolineare la differenza tra queste due concezioni di finanza rispetto a un approccio filantropico, perché spesso vengono accomunati o confusi. L’approccio “filantropico”, a differenza degli altri due, semplicemente non ha a che fare direttamente con il profitto economico, ma si tratta di investimenti e progetti basate su donazioni verso opere benefiche (umanitarie, sociali e anche ambientali).

Quando la finanza è sostenibile? I criteri ESG

Una volta chiarito il significato della finanza sostenibile e di quali siano i valori che la caratterizzano, è importante esplicitare i criteri su cui si basa. Abbiamo quindi un’azienda o un investimento sostenibile quando i progetti elaborati o i servizi offerti considerano tre aspetti fondamentali e cioè i fattori ambientali (Environment) quelli sociali (Social) e la governance: l’acronimo inglese di questi tre elementi definisce questi criteri ESG. 

criteri ambientali fanno riferimento a tutto ciò che riguarda l’impatto sull’ambiente naturale: quindi vengono considerati quanto i progetti e i servizi inquinano, viene valutato se contribuiscono (e in che modo) a combattere la crisi climatica oppure se prevengono lo spreco delle risorse naturali. I criteri sociali, invece, riguardano i diritti umani (dal diritto al lavoro fino alla promozione dell’inclusività e della non discriminazione) e l’impatto che un’azienda ha sulla società e sulla comunità. Infine, la governance riguarda l'insieme dei principi, delle regole e delle procedure che relative alla gestione e al governo di una società o di un'istituzione, inclusi i valori deontologici che vengono presi in considerazione dall’azienda.

Questi tre elementi costituiscono i sempre più citati criteri ESG: tre aspetti che consentono di definire un approccio alla finanza sostenibile che davvero garantisce uno sviluppo a favore del Pianeta. Non a caso questi criteri sono dei veri e propri indicatori pratici che permettono di classificare e selezionare aziende che davvero perseguono la sostenibilità con progetti, soluzioni, distinguendole da quelle che fanno semplicemente greenwashing.

Finanza sostenibile per le aziende: investimenti, sostegno ed etica

Per un’azienda oggi è fondamentale e imprescindibile parlare e muoversi dal punto di vista della finanza sostenibile. Questo approccio, infatti, in particolare negli ultimi anni, ha registrato una crescita esponenziale in tutto il mondo: la sensibilità su questi temi ha trasformato i compratori in consumatori consapevoli, certi che i loro valori saranno presi in considerazione dalle aziende, in modo da spingere il mercato verso un approccio più consapevole.

Da questo punto di vista sono sempre più diffuse le strategie finanziarie che si muovono attorno a valori di sostenibilità e responsabilità aziendale a partire proprio dai criteri ESG: nascono infatti gli investimenti responsabili e sostenibili (SRI) che permettono di identificare forme di investimento basate proprio sui valori della finanza sostenibile. In quest’ottica viene confermata la volontà di creare un valore per tutta la comunità ed il Pianeta, unificando lo sviluppo con la tutela dell’ambiente. Per capire quanto sia cresciuto questo ambito, basti sapere che dal 2018 al 2020 la crescita di questi investimenti è stata pari al 34%.

Nel campo delle aziende, questo si traduce in una ricerca e un’offerta di prodotti con un minor impatto ambientale (avete mai sentito parlare di Carbon footprint?) o che contribuiscono alla crescita della green economy.

In questo senso noi di E.ON siamo impegnati in prima linea da ormai molti anni e abbiamo fatto della sostenibilità un valore fondante. Come operatori leader nel campo dell’energia infatti, da anni stiamo trasformando la nostra società affinché sviluppi forme di energie green e sostenibili, con soluzioni pensate su misura (pannelli fotovoltaici, diffusione della mobilità elettrica). Grazie al contribuito dei nostri clienti sosteniamo attivamente dei progetti di sostenibilità ambientale, E.ON Boschi e Energy4Blue, ma non solo: per conoscere tutti i nostri progetti e il nostro impegno per la sostenibilità, abbiamo creato un documento, il nostro profilo di sostenibilità, che comunica a tutti gli interlocutori interessati i valori del nostro gruppo e di E.ON Italia, sulla base dei criteri di sostenibilità ambientale, sociale e dei concetti della finanza sostenibile.

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