La transizione verde tra energia pulita e indipendenza energetica

Luca Conti, Chief Operating Officer di E.ON Italia, è intervenuto all’evento Sviluppo Sostenibile & Circular Economy. Batteria Italia - ripensare la transizione energetica, organizzato la scorsa estate da Economy Group, con Regione Lombardia come partner istituzionale, presso Palazzo Lombardia a Milano.

L’evento è stato l’occasione per un confronto tra istituzioni, imprese, enti, e associazioni su temi quali energie rinnovabili, infrastrutture, efficienza energetica, mobilità sostenibile. In particolare, nel suo intervento Luca Conti ha evidenziato l’importanza dell’energia pulita, il più grande investimento per il presente e per il futuro. Al microfono di Riccardo Venturi, giornalista del magazine di Economy Group, ha chiarito i due processi fondamentali per la realizzazione della transizione energetica. Il primo deve portare al miglior equilibrio possibile tra sostenibilità, certezza delle forniture e offerta economica. Il secondo riguarda la decentralizzazione e l’indipendenza energetica.

La transizione energetica come equilibrio virtuoso tra sostenibilità, forniture e prezzi

Quando parliamo di energia e di sistemi energetici, dobbiamo sempre tenere in conto tre assi fondamentali. Il primo è quello che è stato introdotto in un epoca più recente e riguarda la sostenibilità. Vogliamo energia pulita, sostenibile: abbiamo tutti ben chiari quali sono i benefici che ne derivano, per il clima e, di conseguenza, per le generazioni future. Questa consapevolezza deve integrarsi e abbinarsi ad altri aspetti decisivi.

Il secondo ha a che fare con le forniture, in particolare con la loro regolarità. Questo aspetto, nel corso degli anni passati, è stato dato per scontato e non si è sviluppata una riflessione che tenesse conto dei cambiamenti negli scenari di approvvigionamento. Quanto sta accadendo in Russia Europa determina scossoni sui mercati delle forniture. Eravamo abituati a considerare queste ultime come garantite, sicure, sempre prevedibili. Invece le cose stanno cambiando, anche se le criticità possono diventare opportunità per il futuro.

Circa il terzo asse, va sottolineata la necessità di ragionare sui prezzi e sulle offerte. Qual è il livello dei prezzi più vantaggioso per tutti? Il livello che garantisca le migliori offerte e contemporaneamente l’accesso più economico alle condizioni di fornitura di energia elettrica e gas? Dobbiamo fare i conti, letteralmente, con i bilanci delle famiglie e con la capacità di fare impresa delle aziende. La sfida è accontentare tutti, tenendo a bada le dinamiche inflattive che stiamo vedendo.

L’obiettivo più grande è trovare il baricentro, il punto di equilibrio dei tre assi al fine di ottenere il miglior risultato per ciascuno di essi: il massimo della sostenibilità, una fornitura stabile e dei prezzi vantaggiosi per le aziende e i cittadini. Quando si riesce a individuare questo baricentro, si può dire che si è già piuttosto avanti lungo il percorso che porta a una piena transizione energetica.

Decentralizzazione e indipendenza energetica

In un’epoca in cui uno dei temi principali è la transizione energetica, non dobbiamo avere timore di parlare di indipendenza energetica. Sicuramente i principali sistemi devono diventare più autonomi, secondo un modello decentralizzato che rappresenta il prossimo orizzonte energetico. Prendiamo l’edilizia residenziale, probabilmente quella che meglio si presta nell’immediato al cambio di paradigma. Pensiamo allora quanti sono gli edifici condominiali con un tetto disponibile per l’installazione di impianti fotovoltaici.

Alle volte sottovalutiamo l’energia solare e la sua resa in sistemi dalle dimensioni ridotte, come le palazzine dei condomini. Si tratta di energia gratuita, che arriva ogni giorno, a proposito di certezza delle forniture, e che può essere combinata con sistemi di accumulo. Se poi si lavora correttamente anche sull’isolamento delle superfici esterne degli edifici, su sistemi a pompa di calore e su tecnologie per la ricarica delle macchine elettriche, possiamo arrivare a una indipendenza completa o quasi da parte del sistema preso in considerazione, che sia un condominio, un gruppo di cittadini o un singolo cliente.

Per ragioni di sicurezza questo piccolo sistema sarà ancora connesso in rete, tuttavia già raggiungere l’85-90% di fabbisogno in modo autonomo rappresenta un risultato straordinario. Chiedere al sistema principale solo il 10-15% di fabbisogno energetico significa essere già entrati nel futuro. L’obiettivo, ovviamente, sarà quello di eliminare o limare ulteriormente questa percentuale residua di dipendenza.

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