La prima nave cattura CO2: il progetto CC-Ocean

Combattere il cambiamento climatico è oggi più urgente che mai e uno dei modi più efficaci per farlo è ridurre le emissioni di CO2 presente in atmosfera: questi gas, inquinanti e nocivi, non fanno che aumentare l’ormai noto effetto serra antropogenico, una delle cause principali del surriscaldamento globaleLa CO2, però si trova anche nei nostri mari e oceani, e contrastarla è fondamentale per tutelare gli equilibri dell’ambiente marino e terrestre.

Le soluzioni per ridurre le emissioni di CO2 sono tante: se è vero che alcune possiamo già metterle in pratica anche noi nella nostra quotidianità – ridurre gli sprechi energetici, optare per la mobilità elettrica e le energie rinnovabili – altre richiedono tecnologie d’avanguardia e grandi progetti.

Tra queste ultime soluzioni una delle più straordinarie è il progetto CC-Oceanla prima nave in grado di assorbire la CO2 emessa dai gas di scarico delle attrezzature marittime e delle navi, portando così a una riduzione delle emissioni di CO2 nel settore marittimo. 

Il progetto CC-Ocean: la nave cattura CO2

Si chiama CC-Ocean (Carbon Capture on the Ocean) ed è il progetto che ambisce a costruire la prima nave al mondo in grado di catturare e assorbire la CO2. Ma in che modo? 

Il progetto mira ad adattare e convertire, attraverso specifiche modifiche, un sistema di cattura emissioni di CO2 usato nelle centrali elettriche a terra, per montarlo su un’imbarcazione che salperà in mare. È il primo progetto al mondo di questo tipo. Infatti, la prima fase si baserà sull’identificazione e la valutazione dei rischi che comporta questa operazione. Dopo le valutazioni sarà elaborato un impianto dimostrativo che verrà costruito a metà del 2021 e, dopo i relativi test, sarà installato a bordo di una nave. 

 Questa prima parte del processo porterà quindi alla prova dell’imbarcazione nell’ambiente marino e la valutazione effettiva del suo funzionamento, permettendo di comprendere l’efficacia e le eventuali future migliorie che potranno essere fatte per rendere questo processo più efficiente e riproducibile.

 Il progetto, molto ambizioso e innovativo, avrà una durata di due anni ed è portato avanti interamente da grandi aziende giapponesi, tra cui Mitsubishi che, con la sua divisione dedicata allo Shipbuilding, sta lavorando insieme a Kawasaki Kisen Kaisha e Nippon Kaiji Kyoka. 

Emissioni di CO2: una parte importante dell’inquinamento marino

Il progetto CC-Ocean è un grandissimo passo in avanti, anche perché l’apposito sistema progettato per la nave non solo assorbirà la CO2 ma sarà in grado di riciclarla per riutilizzarla in processi di recupero o come materia prima per combustibili sintetici riducendo ulteriormente le emissioni di gas serra a livello globale.

È un progetto straordinario, ma soprattutto fondamentale per combattere le emissioni di carbonio provenienti da settore marittimo, responsabili dell’inquinamento del mare e non solo. Secondo un rapporto della Commissione Europea del 2019, infatti, il trasporto marittimo è responsabile del 3,7% delle emissioni di CO2 in UE, vale a dire circa 138 milioni di tonnellate. Nonostante ciò, durante gli Accordi di Parigi mancavano misure volte alla riduzione delle emissioni in questo settore.

Fortunatamente nel 2018 l’International Maritime Organization (IMO) è riuscita a colmare questa assenza, facendo firmare circa 170 Paesi il primo accordo al mondo sulla riduzione delle emissioni di carbonio nel settore marittimo. L’obiettivo di questo accordo è la riduzione del 50% delle emissioni di CO2 entro il 2050 (rispetto ai livelli del 2008). Sebbene l’obiettivo primario sia trasformare il settore e portarlo a zero emissioni, sono molte le misure a breve termine per contenere i danni dei gas serra: dalla riconversione energetica resa possibile da incentivi, a carburanti low carbon per i veicoli marini oltre che miglioramenti per  l’efficienza energetica. Il progetto CC-Ocean, potrebbe inaugurare una nuova frontiera proprio di questi interventi in quanto, se efficace, potrebbe creare sistemi di assorbimento della CO2 su molte imbarcazioni. 

Inquinamento del mare: non solo CO2

Le emissioni di CO2, purtroppo, non sono solo l’unica fonte di inquinamento che affliggono i nostri mari e oceani.  

Siamo portati a pensare che il surriscaldamento globale colpisca solo le creature terrestri, ma non è così: i mari non solo assorbono gran parte della CO2 atmosferica, ma anche il caloreL’aumento delle temperature dei mari, e la sua conseguente acidificazione, creano forti squilibri alla vita marina e mettono a repentaglio la sopravvivenza di molte specie (come i coralli). Questi effetti sono evidenti: un recente studio ha dimostrato come il Mar Mediterraneo è oggi sempre più caldo proprio a causa del riscaldamento globale.

Un altra grave problematica è la plastica: i rifiuti plastici, trascinati dai fiumi perché non smaltiti correttamente, non solo finiscono per inquinare spiagge e mari, ma vengono anche ingeriti dagli organismi marini, risultando per loro letali. Un altro grande problema sono le microplastiche, minuscole particelle che si sciolgono nelle acque e, anch’esse ingerite dalle creature marine, sono un danno per gli ecosistemi.

 A fronte di tutte queste problematiche noi di E.ON non siamo indifferenti, anzi ci impegnano giorno per giorno, anche grazie all’aiuto dei nostri clienti, alla salvaguardia del mare. Abbiamo aderito al Decennio del Mare, l’iniziativa dell’UNESCO, sostenendo attivamente il progetto vincitore del Oceanthon, grazie alle nostre competenze. Inoltre con il nostro progetto Energy4Blue vogliamo dare un contributo concreto a diversi progetti di sostenibilità ambientale: negli anni abbiamo contribuito a ripulire dalla plastica sia le spiagge che le acque, sostenendo anche diversi progetti di strutture che si prodigano alla salvaguardia delle tartarughe marine come il Filicudi Wildlife Conservation.

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