Rigenerazione elettrodomestici, un esempio di economia circolare

L’uso di dispositivi elettronici ed elettrodomestici è sempre più in crescita in tutta la popolazione mondiale. Necessariamente, con il loro uso aumenta proporzionalmente sia lo smaltimento di questi prodotti sia i nuovi acquisti, con ciclo vita sempre più breve.

Questa mentalità usa e getta purtroppo aumenta esponenzialmente la quantità di rifiuti elettronici, le cui modalità di smaltimento sono complesse e spesso non adottate tutti. Una nuova soluzione è possibile, grazie all’economia circolare: la rigenerazione degli elettrodomestici.

Rifiuti elettronici: cosa sono e come vengono smaltiti

I rifiuti elettronici e gli elettrodomestici hanno raggiunto un altissimo livello in termini di quantità: solo nel 2019 sono stati prodotti 53,6 milioni di tonnellate di prodotti elettronici, tra cui cellulari, computer ed elettrodomestici.

Quando smettono di funzionare questi prodotti vengono definiti RAEE (rifiuti da apparecchiature elettroniche) e, in virtù dei materiali in cui sono costituiti, esistono precise normative per la raccolta differenziata di questi apparecchi. Grazie a queste normative è possibile ridurre l’impatto ambientale e permettere il recupero di materie prime. Sono due le modalità di smaltimento possibili:

  • I negozi di elettrodomestici hanno l’obbligo di ritirare gratuitamente l’usato nel momento in cui un cliente acquista un elettrodomestico nuovo: è possibile quindi portare i vecchi elettrodomestici e rifiuti elettronici nel momento in cui se ne compra uno nuovo.
  • Esistono degli appositi centri, nelle  isole ecologiche comunali che si dedicano allo smaltimento dei RAEE. Da questi centri i rifiuti sono smaltiti con attenzione al contenimento dei materiali inquinanti e pericolosi per l’ambiente. 

Rifiuti elettronici ed elettrodomestici: il problema dello smaltimento abusivo

Purtroppo i casi di smaltimento abusivo e illegale sono altissimi; come i dati dimostrano, nel 2019 solo il 17% di questi rifiuti viene correttamente smaltito e riciclato.

Se consideriamo i dati del 2015, in Italia sono stati smaltiti correttamente 250.000 tonnellate di RAEE, ma questo rappresenta solo il 40% del totale degli elettrodomestici gettati come rifiuti; il restante 54% viene invece gettate in discariche abusive o esportato illegalmente in paesi in via di sviluppo.

In virtù di queste ragioni questi rifiuti sono considerati a rischio ambientale. Ma è proprio nella possibilità di recuperare questi apparecchi attraverso la rigenerazione che si apre una nuova frontiera del riuso, ispirata al concetto di economia circolare.

L’economia circolare come nuovo paradigma

Si parla sempre di più di economia circolare, un modello di produzione e consumo che prevede il riuso, il riciclo e la riparazione, in modo da estendere il più a lungo possibile la durata di materiali prodotti.

Questo approccio aumenta il ciclo di vita dei prodotti, facendo rinascere oggetti che per molti sarebbero rifiuti: gli oggetti rotti vengono quindi riparati e rimessi nel ciclo produttivo, creando ulteriore valore. È un approccio più green, che ha come valore fondamentale la riconversione delle merci, facendo diminuire l’inquinamento e gli sprechi. Anche nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti elettronici è possibile adottare soluzioni di economia circolare: stiamo parlando della rigenerazione .

Elettrodomestici rigenerati: perché sceglierli

Oltre allo smaltimento dei rifiuti elettronici, c’è un’altra alternativa che si basa proprio sul principio dell’economia circolaregli elettrodomestici possono essere rigenerati. Se, come spesso accade, gli elettrodomestici vengono buttati per qualche guasto, non è detto che non sia possibile dargli una nuova vita, facendoli funzionare per un nuovo ciclo di utilizzo.

Esistono tante realtà, tra cui il progetto italiano Ri-Generation, che si occupano di ritirare gli elettrodomestici, rigenerarli e rimetterli sul mercato dandogli una nuova rigenerare gli elettrodomestici dismessi, come lavatrici e lavastoviglie. Tra le forme di economia circolare è uno degli esempi più virtuosi, perché, evitando che diventino rifiuti da smaltire, gli elettrodomestici si trasformano in nuove risorse.

Gli elettrodomestici rigenerati sono prodotti di qualità a prezzo contenuto: esattamente come gli elettrodomestici nuovi vengono messi in commercio con garanzie e documentazioni tecniche. Si tratta quindi di una scelta che favorisce l’ambiente senza andare a detrimento del comfort di utilizzo. E i vantaggi ambientali sono davvero considerevoli: non solo si riduce l’inquinamento dovuto alla produzione di un nuovo elettrodomestico, ma anche il costo economico e ambientale del suo smaltimento. Rinunciare alla mentalità usa e getta è uno dei passi che tutti noi possiamo compiere a beneficio del nostro pianeta: più riduciamo gli sprechi e prolunghiamo la vita degli oggetti che utilizziamo e minore sarà l’impronta ambientale che lasciamo.

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