Le tecnologie per ridurre le emissioni di anidride carbonica

Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc) già da tempo ha iniziato a prendere in considerazione alcune tecnologie di geoingegneria che sarebbero in grado di fronteggiare il cambiamento climatico. Una delle soluzioni da applicare in futuro prevede di agire sulla sottrazione e sullo stoccaggio dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera, per cercare di limitare l’innalzamento della temperatura globale a 1,5-2°C come previsto dall’Accordo di Parigi del 2015, scrive Nature.

Il ciclo del carbonio

Conoscere come funziona il ciclo di trasformazione del carbonio è importante per adottare scelte consapevoli e poter arginare l’inquinamento globale.

Il carbonio è una sostanza presente nei combustibili fossili, quindi si tratta di qualcosa già esistente in natura e che non reca alcun disturbo agli ecosistemi. Il problema dell’inquinamento deriva dall’attività umana, cioè, dalla produzione di energia elettrica che utilizza i combustibili fossili. Durante la combustione, il carbonio naturalmente presente nel petrolio, nel gas naturale e nel carbone si trasforma in anidride carbonica e, dal suolo, transita in aria diventando sostanza inquinante. Una maggiore quantità di anidride carbonica rilasciata in aria danneggia lo strato di ozono e di conseguenza causa l’effetto serra, l’aumento della temperatura terrestre e, se non prontamente arginato, può condurre alla distruzione di interi ecosistemi e al verificarsi di fenomeni climatici sempre più estremi.

E proprio qui entrano in gioco le geotecnologie, che offrono soluzioni sostenibili e green per sottrarre anidride carbonica all’ambiente e ridurre l’inquinamento atmosferico. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Geotecnologie: le tecnologie a emissioni negative

La geotecnologia, chiamata anche geoingegneria, è un abito di studio nato dalla fusione di geologia e ingegneria, al fine di progettare soluzioni di bonifica ambientale.

Esistono tre metodi per ridurre i livelli di CO2:

  • Evitare il rilascio di anidride carbonica catturandola all’origine, per esempio depurando subito i fumi emessi dalle fabbriche.
  • Catturare l’anidride carbonica già presente nell’aria per poi stoccarla al suolo, dove risulta
  • Incrementare gli ecosistemi che si nutrono di anidride carbonica come piante, alberi, alghe e foreste oceaniche.

Riduzione delle emissioni di CO2

Sul fronte delle tecnologie a emissioni negative, diverse startup stanno progettando depuratori potentissimi per cercare di incamerare i venti miliardi di tonnellate di anidride carbonica in eccesso. Il problema principale di questi progetti è però che comportano per il momento costi elevatissimi (catturare oggi una sola tonnellata di anidride carbonica già presente nell’aria costa circa 600 dollari). In sostanza, costa molto meno la conversione energetica globale a favore delle energie rinnovabilifotovoltaico, eolico, geotermico, eccetera, a fronte di risultati più immediati.

Come ridurre le emissioni CO2 in modo economico

In attesa della risoluzione delle problematiche connesse alle prime due opzioni, a causa degli elevati costi di cattura e stoccaggio a terra dell’anidride carbonica, per ridurre la CO2 già presente in aria bisogna avvalersi della terza opzione: cioè incrementare le zone verdi del pianeta, tramite la piantumazione degli alberi e salvaguardando le foreste terrestri e oceaniche.

Carbonio verde

Grazie alla fotosintesi clorofilliana, le piante sono organismi capaci di catturare naturalmente l’anidride carbonica presente nell’aria e di trasformarla nuovamente in carbonio (in carbonio verde, appunto) immagazzinandola nei loro tessuti. L’inquinamento è presente anche negli ambienti domestici e lavorativi, ecco perché è importante prediligere piante anti inquinamento.

Carbonio blu e fitoplancton

Sapevate che esiste anche il carbonio blu? Si tratta di quella percentuale di carbonio che non viene assorbita da piante e foreste, bensì dagli organismi che appartengono agli ecosistemi marini. Recenti studi hanno dimostrato che le alghe e le piante subacquee catturano elevati quantitativi di anidride carbonica. Le praterie sottomarine di posidonia, le foreste tropicali di mangrovie, le barriere coralline e il fitoplancton oceanico riescono a trattenere nei loro tessuti quantitativi di CO2 nettamente superiori rispetto alle piante terrestri. Si stima per esempio che le mangrovie siano uno degli ambienti in grado di sottrarre e stoccare più carbonio: circa 8 kg per metro quadrato.

Ecco perché è fondamentale l’opera di rimboschimento terrestre e di tutela degli ecosistemi marini. Noi di E.ON lo sappiamo bene perché oltre a impegnarci con progetti mirati come E.ON Boschi e Energy4Blue, sosteniamo e rendiamo accessibile a tutti la conversione energetica a favore delle energie rinnovabili.

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