Obiettivi di sostenibilità e riduzioni emissioni di CO2: il discorso di Ursula von der Leyen al Parlamento Europeo

Come di consueto a settembre il Presidente della Commissione europea ha pronunciato il discorso annuale sullo stato dell’Unione dinanzi al Parlamento europeo: ha tracciato il punto in cui ci troviamo, analizzando i risultati dell’anno passato, e ha presentato le priorità per l’anno a venire.

In questo 2020, così teso e difficile, il discorso è stato tenuto da da Ursula von der Leyen, la prima presidente donna della Commissione UE, il 16 settembre 2020. Il suo intervento ha posto l’accento sulla sfida cruciale del nostro tempo, la sostenibilità ambientale: la Presidente si è impegnata a fare in modo che la Commissione Europea diventi il motore della ripresa sostenibile. Una ripresa che fornirà all’Europa una piattaforma globale che le permetterà di assumere un ruolo guida a livello economico, ambientale e geopolitico.

Obiettivi di sostenibilità: la riduzione di emissioni di CO2

Un discorso programmatico chiaro e determinato quello della Presidente Ursula von der Leyen, che ha illustrato alla Commissione le modalità per affrontare le sfide più urgenti, le idee e gli impegni che occorre prendere per plasmare nel miglior modo possibile il futuro dell’Europa. 

Sui temi dei cambiamenti climatici ha dichiarato alla Commissione di voler incrementare l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 in Europa per il 2030 dal 40% ad almeno il 55%. Ciò metterà l’UE sulla buona strada per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e per rispettare gli obblighi derivanti dall’accordo di Parigi. 

Sempre seguendo il discorso della Presidente ciò che dovrà cambiare è il modello economico esistente, neoliberista e capitalista (lo “shareholder capitalism” di matrice anglosassone), che domina l’Europa da ben 40 anni. Questo modello, che ha permesso uno sviluppo senza precedenti, non è più in grado di fronteggiare le sfide di oggi, oltre ad aver creato una situazione di insostenibilità sociale e ambientale. 

Ha causato infatti disuguaglianze sempre più forti, senza essere in grado di assicurare la loro  riduzione. L’ambiente naturale è quello che più di tutti ha fatto le spese: l’economia industriale si è sviluppata senza tener conto minimamente dell’eccessivo consumo di risorse naturali non rinnovabili, della crescita dell’inquinamento e delle emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale

È necessario modificarne questi meccanismi attraverso un’ampia partecipazione democratica e un “rimbalzo in avanti” dalla crisi in cui siamo.

Aziende in prima linea: la lettera congiunta per ridurre emissioni di CO2

Questa presa di posizione a favore dell’ambiente nel discorso di Ursula von der Leyen e l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas serra non può che essere accolta da E.ON. Proprio il giorno prima di questo discorso sullo stato dell’Unione, Johannes Teyssen, a nome di E.ON, ha firmato una lettera congiunta con altri 150 CEO di importanti società con sede in Europa (da Microsoft ad Ikea, da Unilever a H&M).

Una lettera che esorta i capi di Stato e i governi europei a concordare un obiettivo chiaramente definito per ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030, superando il limite vincolante del 40%. Come ha dichiarato Johannes Teyssen, CEO del gruppo E.ON, l’UE sta così dimostrando il suo ruolo guida all’interno della comunità internazionale e si è chiaramente impegnata a rispettare l’accordo di Parigi. 

A livello economico, inoltre, sono sempre di più le ricerche internazionali che mostrano come gli investimenti nella decarbonizzazione facciano bene all’economia, al clima e alla società. Scelte politiche che privilegino la riduzione delle emissioni di gas serra garantiscono un mercato del lavoro sostenibili e resiliente, maggiori risparmi a lungo termine e rendimenti più elevati a breve termine. 

La sfida di E.ON: la settimana dello sviluppo sostenibile

Di fronte a questa grande sfida del futuro E.ON afferma ancora una volta la propria linea aziendale sostenibile, proponendosi come leader di energia sostenibile: questo non solo per la responsabilità sociale verso i propri clienti e dipendenti in tutti Europa ma per il bene collettivo. E.ON ha già un piano programmatico che permetterà la riduzione delle emissioni dirette di CO2 del 75% entro il 2030 e del 100% entro il 2040 rispetto al 2019. L’obiettivo è il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

Per questo vogliamo fornire ai nostri clienti energia a zero emissioni entro il 2050. Ecco perché, con l’obiettivo di presentare i nostri impegni e le nostre ambizioni in termini di sostenibilità, abbiamo organizzato la “Settimana dello sviluppo sostenibile di E.ON”.

Un evento pubblico, che si terrà dal 21 settembre al 2 ottobre, che si svolge nell’ambito della Settimana ufficiale dello sviluppo sostenibile europeo (ESDW), in cui istituzioni, organizzazioni e aziende sono chiamate a sostenere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sustainable Developoment Goals). Siamo ormai nel momento cruciale: è tempo di trovare delle valide alternative per far fronte alle sfide del futuro.

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