Giornata nazionale contro lo Spreco alimentare

Il 5 febbraio in Italia si celebra la giornata nazionale contro lo spreco alimentare. 

Istituita dalla campagna Spreco Zero e dall’Università di Bologna – DISTAL con il Ministero dell’Ambiente, la “Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare” nasce per sensibilizzare i cittadini, in primis le nuove generazioni, non solo sullo spreco dei beni ma anche sul dispendio di energia generato dal processo di produzione alimentare.

In Italia è un tema ancora poco conosciuto ed è necessario contribuire alla diffusione di una giornata di sensibilizzazione come questa, fondamentale non solo per prendere coscienza del problema ma anche per agire e fare la differenza. Mettere al centro dell’attenzione pubblica il tema dello spreco – e non solo alimentare ma anche energetico – e della sua riduzione per proporre soluzioni sostenibili è un obiettivo cardine per noi, come dimostrano i nostri buoni propositi E.ON del 2020. Cos’è quindi lo spreco alimentare e quali sono le sue conseguenze?

Che cos’è lo spreco alimentare?

Nel mondo ogni giorno vengono prodotte grandi quantità di cibo, processo che coinvolge, il settore della produzione agricola, quella del confezionamento e dei trasporti. Di tutti i beni alimentari prodotti purtroppo, una grande quantità viene buttata: non stiamo parlando solo degli sprechi domestici (che comunque contano il 54% del totale), ma anche del cibo sprecato dal mondo della ristorazione e dalla distribuzione commerciale, oltre che dalla produzione e dalla  trasformazione dei prodotti.

Secondo le stime della Fondazione Barilla ogni anno lo spreco alimentare in Italia porta alla perdita di 65kg di cibo per ogni persona, che in termini economici si traduce in una perdita di circa 200 euro all’anno (3,76 euro ogni settimana). Queste cifre fanno posizionare l’Italia in tredicesima posizione in Europa, mentre se consideriamo lo spreco a livello globale le cifre aumentano notevolmente: il costo è, infatti, di 2,6 trilioni di dollari all’anno. Il lato economico è però solo la punta dell’iceberg: buttare cibo significa anche sprecare le risorse naturali e consumare inutilmente le risorse energetiche che sono state usate per produrlo, senza considerare poi le conseguenze ambientali. La produzione di cibo, infatti, porta al sovrasfruttamento del terreno: sempre Barilla stima che il 28% dei terreni disponibili al mondo sono usati per produrre cibo, che poi viene inutilmente gettato.

La filiera agro-alimentare ha poi un grosso impatto energetico: produrre cibo, trasportarlo e confezionarlo, inevitabilmente produce emissioni di CO2 nell’atmosfera. Lo spreco alimentare contribuisce ai cambiamenti climatici generando l’8% delle emissioni annuali. Stiamo parlando di un inutile spreco di energie, dato che il cibo prodotto non viene consumato. Infine, dobbiamo considerare lo spreco d’acqua: se è vero, come dice Coldiretti, che la frutta e la verdura sono i cibi maggiormente buttati, la loro produzione annualmente ha richiesto oltre 73 milioni di metri cubi d’acqua, che vengono così persi.

Ecco cos’è lo spreco alimentare e cosa genera: riflettere e conoscere quanto cibo, energie e risorse naturali sprechiamo ogni giorno è il primo obiettivo di questa giornata contro lo spreco alimentare. Solo comprendendo questo possiamo muoverci tutti insieme per ridurre tutti gli sprechi, alimentari e non solo: ogni piccola azione quotidiana può infatti fare la differenza e ognuno di noi può vivere secondo i dettami della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica.

Come ridurre lo spreco alimentare

Contro lo spreco alimentare le soluzioni sono molte: ogni giorno, ognuno di noi, può impegnarsi per ridurre al massimo gli sprechi mettendo in atto piccoli accorgimenti che possono fare la differenza. Fare una spesa “responsabile” è fondamentale: bisogna attenersi a ciò che è davvero necessario, stilando una lista precisa.

In cucina è bene essere attenti alle quantità, cucinando ciò che si può consumare ed evitando porzioni eccessive. Se poi, ci sono degli avanzi sarà un’occasione per dar libero sfogo alla propria creatività per nuove ricette! Attenzione poi alle scadenze, soprattutto quando i cibi vengono riposti in frigorifero: meglio mettere i cibi a breve scadenza davanti, in modo da consumarli prima. Se poi, nell’etichetta c’è scritto: “Da consumare preferibilmente entro il…” vuol dire che gli alimenti possono essere consumati anche dopo il giorno indicato: basta controllare. Proprio da questi piccoli gesti si può contribuire alla riduzione dello spreco.

Il cambiamento, sarà possibile solo con la sensibilizzazione: responsabilizzare le persone a ridurre gli sprechi, coinvolgere i ragazzi e i bambini per spiegargli quanto, con piccoli gesti quotidiani, ognuno di noi può fare la differenza è la chiave per il cambiamento.

Ecco perchè E.ON ha organizzato la Giornata E.ON contro gli Sprechi evento formativo sul tema della sostenibilità ambientale rivolto ai bambini delle scuole primarie e secondarie. Grazie ad attività mirate e interattive i bambini possono conoscere quale sono i problemi del nostro tempo, ma anche capire che loro possono essere parte del cambiamento: non si è mai troppo piccoli per fare la differenza!

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