Cos’è la bioarchitettura? Il futuro delle nostre case

Quali sono i vantaggi di un’architettura organica? E’ solo una moda l’essere green o l’edilizia a impatto zero e l’utilizzo di materiali ecosostenibili sono modelli vincenti che rappresentano il diffondersi di una cultura di architettura sostenibile?

Cosa si intende quando si parla di architettura organica o ecosostenibile?

Se vogliamo partire da una definizione, possiamo attingere dai significati che esprimono le principali fonti di informazione dettate dai professionisti di bioedilizia o dall’etimologia stessa della parola.

“Progettazione e costruzione di edifici in modo ecologico ripetendo strutture che si trovano in natura.”

Tradotto in altri termini bioarchitecture significa scegliere di vivere in casette sopra un albero o in abitazioni di legno che si fondono perfettamente con il paesaggio boschivo e verdeggiante?

Certo, questa potrà anche essere una soluzione, come suggeriscono alcune mete turistiche con proposte di vacanze sostenibili full immersion nel green, ma il concetto di architettura bio non può essere ridotto a uno stile di vita ecologico e a impatto zero.

La bioarchitettura è una scienza, ma è anche un’arte, una filosofia di vita che coltiva una cultura sostenibile e sensibilizza l’uomo e il suo modo di vivere.

Poggia le fondamenta sullo studio dell’ambiente circostante e propone edifici dal design pulito, esteticamente gradevoli, ma soprattutto realizzati con materiali riciclabili ed ecocompatibili, che sfruttano l’habitat per produrre energia ed alimentarsi risparmiando sui consumi. Questo modello contamina positivamente anche la vita delle persone che abitano in queste strutture ed è frutto di un’attenta analisi del luogo, delle condizioni climatiche e del fabbisogno energetico.

Le conseguenze che evidenziano i bioarchitetti sono spesso riconducibili anche a forme di prevenzione nei confronti di possibili effetti dannosi per l’ambiente. Quindi è importante sottolineare come non sia un metodo di applicazione dell’architettura green, ma una corrente di pensiero più profonda e visionaria indirizzata ad uno stile di vita sano. Markus Tauber, architetto, rivolgendosi alla bioarchitettura esprime il seguente pensiero: “una filosofia di costruzione, ristrutturazione e abitazione, che punta a stabilire un rapporto equilibrato tra l’ambiente naturale e costruzioni.”

Come costruire casa con la bioarchitettura?

Tutto parte dalla giusta relazione con l’ambiente circostante. Saper valorizzare i punti forti del territorio: l’ubicazione esatta dell’area dove sorgerà il nuovo edificio, il naturale orientamento alla luce solare e le caratteristiche specifiche del terreno. Le conseguenze del cono d’ombra che verrà proiettato nel circondario.

In secondo luogo, vi sono elementi da tenere bene a mente per il continuo sostentamento virtuoso e per il mantenimento delle condizioni ideali di ottimizzazione dei consumi energetici:

  • L’isolamento termico attraverso la riscoperta di materiali naturali e di un’architettura d’interni che tenga conto delle dispersioni di calore generate dalle vie d’uscita (infissi di porta e finestre). Qui possiamo aggiungere l’adozione di sistemi di ventilazione che possano mantenere condizioni salubri.
  • L’esposizione della costruzione al sole in modo da valorizzare l’illuminazione naturale più duratura possibile. Un esempio avanguardistico di palazzo con lo scopo principale di irradiare gli appartamenti di luce naturale è il grattacielo Dynamic Architecture in progetto a Dubai. Ogni appartamento, corrispondente a un piano, avrà la facoltà di ruotare su se stesso per agevolare questa condizione.
  • L’utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici per incanalare energia organica e avvalersi delle fonti rinnovabili riducendo l’impatto complessivo.
  • La possibilità di recuperare le precipitazioni atmosferiche per impiegare l’acqua piovana in un secondo momento.

Non è unicamente una questione di impatto ambientale, ma di attenzione per il futuro del pianeta, oltre che di risparmio economico sui consumi e sulla soddisfazione del fabbisogno energetico. Mai sentito parlare di case in legno in classe A+? Dai un’occhiata a Casa x-Lam di E.ON.

Quali materiali utilizzare per l’architettura ecosostenibile?

Abbiamo già citato la casetta prefabbricata sull’albero dove il legno regna sovrano. Questa edilizia ha dato vita a un vero e proprio business turistico con esperimenti di vita rustica, a volte anche lussuosa, di ritorno alla natura e di contatto più intimo con l’ambiente. Ci sono hotel che ne hanno ricavato una valida alternativa sostenibile apprezzata dal pubblico.

A parte questi casi particolari, in generale quando parliamo di abitazioni ecosostenibili ingegneri e designer non lasciano nulla al caso:

  • Pavimenti di legno o piastrelle di ceramica (funzionali anche per contribuire all’isolamento termico)
  • Intonaco e rivestimenti in colorazioni naturali (abolendo sostanze chimiche che possono rivelarsi dannose come colle e vernici)
  • Riutilizzo di materiali riciclabili e facilmente smaltibili.

La bioarchitettura è una materia in continua evoluzione proprio per la ricerca e la sperimentazione di soluzioni che siano sempre più in sintonia con ciò che ci circonda, senza trascurare la necessità di dare vita a creazioni artisticamente valide. Per questo nascono facoltà universitarie e master mirati a sviluppare la specifica professionalità.

Esempi di bioarchitettura: edifici a impatto zero e architettura organica

Ecco alcuni esempi virtuosi di architettura ecosostenibile, alcuni dei quali presenti nelle classifiche dell’AIA (American Institute of Architets). Partiamo dall’estero, d’altra parte la bioarchitettura ha avuto origini fuori dai confini nazionali intorno agli anni ’70, per poi arrivare a raccontare casistiche italiane di rinverdimento urbano e di esperimenti ecologici.

  • ACROS fukuoka in Giappone caratterizzato da giardini terrazzati ricchi di vegetazione.
  • Liuzhou Forest City in Cina, un’intera città progettata da Stefano Boeri Architetti per essere completamente ecosostenibile. La sua realizzazione sarà completata nel 2020.
  • Federal Center South Building di Seattle a forma di ferro di cavallo. Fornisce una soluzione avanguardistica di design integrato per ambienti di lavoro con una forte impronta responsabile da un punto di vista ambientale.
  • Marin Country Day School in California, un campus dove gli studenti maturano una coscienza ecologica; studiato in ogni aspetto per rispettare la cultura green a impatto zero.
  • Yin Yang House in California. Esempio di residenza familiare ad alta efficienza energetica. Progettazione passiva, fotovoltaico, coibentazione e utilizzo del verde sono i punti cardine del suo successo.
  • Eiffel Palace di Budapest esempio di edilizia sostenibile anche se si tratta di un progetto di riqualificazione di un palazzo storico già esistente.
  • The Green School a Bali realizzato in bamboo e divenuto centro di divulgazione della cultura sostenibile in tutta l’area.
  • Bosco Verticale a Milano, definito dallo studio di architettura un “modello di densificazione verticale della natura all’interno della città”.
  • Biocasa_82 a Treviso, totalmente autosufficiente a livello energetico. Assemblata con materiali riciclabili e in grado riutilizzare l’acqua piovana.
  • The Dixon Water Foundation negli Stati Uniti, testimonianza di gestione sostenibile del territorio vista la sua missione perseguita di conservazione dei bacini idrici. La totalità delle acque reflue viene trattata e restituita al naturale ciclo. Persone e paesaggio sono collegate in modo ‘olistico’.

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