Alla scoperta delle tartarughe marine in Italia

Il 16 giugno si celebra la Giornata Mondiale delle Tartarughe, il cui fine è festeggiare queste meravigliose creature e sostenere la loro salvaguardia dai pericoli derivati dalla pesca accidentale e dall’inquinamento dei mari. Celebriamo questa giornata conoscendo meglio la specie Caretta caretta, la tartaruga marina che abita il nostro Mar Mediterraneo.

Noi di E.ON siamo in prima linea per la salvaguardia delle tartarughe Caretta caretta, e grazie al progetto TartaFriends collaboriamo con Legambiente per curare e rimettere in sesto esemplari feriti e in difficoltà a causa dell’impatto umano. L’8 giugno 2020 abbiamo festeggiato un nuovo traguardo: la liberazione della tartaruga Blue, che dopo essere stata guarita nel centro di recupero di Legambiente a Manfredonia è stata rilasciata in mare, finalmente libera e sana. Ecco alcune immagini e il video della sua liberazione.

La Giornata Mondiale delle Tartarughe: sensibilizzare sull’importanza delle tartarughe marine

La Giornata Mondiale delle Tartarughe viene celebrata il 16 giugno e il suo obiettivo è mettere al centro dell’attenzione le tartarughe marine, la cui esistenza è continuamente messa in pericolo dall’inquinamento dei mari. Istituita nel 2000 dall’organizzazione americana American Tortoise Rescue, la Giornata Mondiale delle Tartarughe promuove azioni di sensibilizzazione e iniziative concrete per salvaguardare le diverse specie di tartarughe che abitano i nostri oceani. 

Le tartarughe marine sono un elemento fondamentale di biodiversità marina ed è nostro dovere fare di tutto per salvarle. Anche perché siamo noi la principale causa delle loro vulnerabilità. La loro sopravvivenza infatti è minacciata dall’eccessiva presenza di plastiche e microplastiche nel mare, dall’inquinamento e dal surriscaldamento degli oceani causato dalle nostre emissioni, dalla riduzione dei siti di nidificazione e dalla pesca accidentale. Grazie al progetto Energy4Blue ognuno può contribuire direttamente al progetto TartaFriends realizzato in collaborazione con Legambiente, e sostenere la cura e la salvaguardia delle tartarughe del Mediterraneo come la piccola Blue. 

Tartarughe Caretta caretta: le star del Mediterraneo

Tra le sette specie di tartarughe marine presenti al mondo, la tartaruga Caretta caretta è la più presente nel Mar Mediterraneo e l’unica a deporre uova sui litorali italiani. Scopriamo le particolarità di questa specie di tartaruga. 

Aspetto e caratteristiche

La Caretta caretta è la più piccola di tutte tartarughe marine del Mediterraneo. Il suo carapace può superare i 140 centimetri e gli esemplari più grandi raggiungono un peso di 180 chilogrammi: e pensare che alla nascita sono grandi solo 5 centimetri! La testa è grande e rugosa, le pinne molto sviluppate: questo le permette di raggiungere la velocità di 35 km/h nuotando. Forse non tutti sanno che le tartarughe marine respirano l’aria attraverso i loro polmoni dalla potenza straordinaria: tornano raramente in superficie per respirare e poi si immergono per periodi molto prolungati.

Il segno distintivo di una Caretta caretta è proprio il carapace, di colore marrone-rossiccio, e il piastrone giallastro, spesso a forma di cuore. 

Dove vivono le tartarughe marine?

Le tartarughe Caretta caretta sono presenti in tutto il mondo: si trovano nell’Oceano Indiano, in quello Atlantico e nel Pacifico. Florida, Sud-Africa, Australia e Mozambico sono le zone di maggiore concentrazione e nel Mar Mediterraneo sono le più diffuse. Grazie al costante lavoro di monitoraggio delle associazioni come Legambiente, sappiamo che sono circa 7000 i nidi che ogni anno vengono effettuati nel Mediterrano, di cui una sessantina nel nostro paese. I principali siti sono in Grecia, Libia e Turchia, mentre in Italia la troviamo principalmente a Linosa e Lampedusa. Negli ultimi anni vari nidi sono stati individuati in Sicilia, Sardegna, lungo le coste pugliesi e quelle della Calabria, del Cilento e della Campania. A causa del surriscaldamento climatico alcuni nidi sono stati trovati in Toscana e addirittura a Nizza. 

Quanto vivono le tartarughe marine?

Le tartarughe marine sono tra gli animali più longevi sulla Terra. Un esemplare adulto può vivere anche 70 anni. I giovani rimangono tali fino al raggiungimento della maturità sessuale, che avviene tra i 23 e i 29 anni. 

Cosa mangiano le tartarughe marine?

Tutte le specie di tartarughe marine hanno un becco e delle possenti mascelle. In base alla specie di cui fanno parte le tartarughe possono nutrirsi in modo diverso: ci sono specie più dedite a certi alimenti mentre altre totalmente onnivore. La Caretta caretta è una specie onnivora: questo vuol dire che si nutre di molluschi, crostacei, pesci, alghe e meduse. Purtroppo negli stomaci di questi animali viene trovato di tutto: oggetti di plastica, ami, reti e fili. Spesso sono proprio questi a causarne la morte.

Riproduzione e nidificazione

Un importante mezzo di salvaguardia delle tartarughe riguarda la protezione dei nidi. Tra maggio e agosto le femmine di tartarughe marine depongono le uova. Ogni femmina può creare anche 4 nidi, ognuno dei quali contiene un centinaio di uova. Durante le ore notturne, indisturbate, le femmine scavano una buca di circa 10 centimetri, dove vengono nascoste le uova. In base alle temperature della sabbia, la covata può durare dai 45 ai 70 giorni, ed è proprio la temperatura che definisce il sesso dei piccoli. I cuccioli rompono le uova e dopo qualche giorno escono dalla buca e, grazie alla luce dell’alba, si dirigono spontaneamente verso il mare e, dopo 24 ore di nuoto ininterrotto, iniziano a ricercare il nutrimento. Sono molte le difficoltà che riguardano la riproduzione delle tartarughe marine: le spiagge con luce artificiale, inquinate e caotiche non vengono prese in considerazione dalle femmine. Inoltre, molti nidi rischiano di essere calpestati, danneggiando irreparabilmente le uova. Per questo le associazioni come Legambiente creano dei veri e propri presidi per la protezione dei nidi durante la covata, e, nel momento della schiusa delle uova, veterinari specializzati visitano i piccoli e li rimettono subito in acqua, facendo in modo che i predatori non li catturino. Una volta in acqua potranno crescere e tornare a nidificare proprio nella stessa spiaggia da cui sono nati.

Le tartarughe protette in Italia: i numeri e le azioni concrete

La tartaruga è considerata specie vulnerabile dalla Lista rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, sia nel Mediterraneo che altrove.  Per questa ragione sono diverse le leggi nazionali e internazionali che puntano alla loro salvaguardia. Fino agli ‘70, infatti, le tartarughe venivano pescate e mangiate, proprio come le loro uova. Grazie alla Convenzione di Berna e quella di Bonn, oltre che alla convenzione di Washington e alla Direttiva Habitat, oggi possiamo dichiarare la specie protetta: è vietata l’uccisione e il commercio delle tartarughe, inoltre, vige il divieto di disturbo durante i periodi di migrazione e riproduzione.

Questo ha portato alla nascita di centri per il soccorso delle tartarughe marine sparse in tutto il mondo, come quello di Legambiente a Manfredonia, dove è stata liberata Blue e dove solo nel 2019 sono stati curati più di 150 esemplari. In questi santuari le tartarughe vengono curate e riabilitate fino al momento in cui sono pronte per tornare a nuotare. Contribuire al nostro progetto di salvaguardia delle tartarughe è facile, e basta un piccolo gesto per fare la differenza per tanti esemplari: scopri come partecipare a Energy4Blue e sostenere il progetto TartaFriends

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