Beach Litter 2021: i dati di Legambiente sulla pulizia delle spiagge

Sono ufficialmente tornati i weekend di pulizia delle spiagge targati Legambiente ed E.ON! Parte infatti il 14, 15 e 16 maggio l’edizione 2021 dell’iniziativa Spiagge e Fondali Puliti”, la campagna di volontariato ambientale caratterizzata da una mobilitazione attiva lungo le coste della Penisola che riprende il via dopo lo stop del 2020 legato alla pandemia.

Oltre 60 le iniziative in programma in 15 regioni italiane, che vedranno numerosi volontari impegnati nella pulizia di spiagge ma anche delle sponde di diversi fiumi e laghi.

L’inquinamento da plastica in mare e sulle spiagge – spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – resta, insieme all’emergenza climatica, l’altra grande questione ambientale e mondiale da affrontare con interventi e politiche mirate tenendo alta l’attenzione sul tema. Per questo sono importanti le campagne di informazione, sensibilizzazione e volontariato per la rimozione dei rifiuti, come stiamo facendo da anni con Spiagge e Fondali Puliti.  Quasi la metà dei rifiuti rintracciati nelle spiagge sono prodotti usa e getta, dalle bottiglie di plastica alle stoviglie, dai mozziconi di sigaretta ai cotton fioc, solo per citarne alcuni. 

Per questo Legambiente ed E.ON chiedono a gran voce che venga recepita la direttiva europea finalizzata a ridurre la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di plastica monouso su tutto il territorio Nazionale. 

Marine litter: il problema delle spiagge inquinate

L’obiettivo di Spiagge e Fondali Puliti è quindi anche quello di sensibilizzare i cittadini sul grande problema del marine litter che non risparmia il Mediterraneo. Con questo termine indichiamo quell’inquinamento fatto di oggetti di natura umana abbandonati o persi lungo mari e coste, inclusi quei materiali che raggiungono indirettamente il mare attraverso i fiumi, gli scarichi urbani o il vento.

Proprio per questo motivo, ogni anno, Legambiente all’interno della campagna Spiagge e Fondali Puliti elabora i dati sullo stato di pulizia delle spiagge italiane. Questi dati vengono poi raccolti nell’indagine Beach Litter.

Dal resoconto Beach Litter 2021 risulta che quest’anno in 47 spiagge monitorate in 13 regioni d’Italia sono stati individuati circa 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia ben oltre il valore soglia stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, cioè meno di 20 rifiuti ogni 100 metri lineari di costa. 

I rifiuti catalogati sono di ogni forma e tipologia e si confermano ancora una volta del tipo usa e getta, legati al consumo di cibo, agli imballaggi e ai rifiuti da fumo nonché a dischetti, guanti e mascherine. 

Sono state raccolte bottiglie di plastica, mozziconi di sigaretta oltre a calcinacci e ai frammenti di vetro. La plastica resta come sempre il materiale più comune. Su circa un terzo delle spiagge prese in esame la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati. 

Pulizia delle spiagge: le soluzioni di Legambiente ed E.ON

In seguito ai dati dell’indagine sui rifiuti delle nostre spiagge, diverse sono le proposte di intervento per la riduzione della loro presenza. Noi di E.ON siamo promotori e appoggiamo l’adozione di queste buone prassi finalizzate a mantenere pulite e sane le coste e le spiagge del nostro paese. 

  • Per i mozziconi di sigaretta la proposta di direttiva prevede obblighi per i produttori, che contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica e i costi delle misure di sensibilizzazione.  
  • Per le bottiglie e i contenitori di plastica, è stato proposto l’obiettivo di raccolta del 90% al 2025 e si dovrà riciclare almeno il 90% delle bottiglie per bevande entro il 2029. Nel testo proposto da Legambiente, si introduce anche l’obbligo, a partire dal 2024, di avere il tappo attaccato alla bottiglia per evitare che questo si disperda con facilità. Viene introdotto, inoltre, un contenuto minimo di materiale riciclato nella produzione di bottiglie di plastica per favorirne così la raccolta differenziata
  • Per quanto riguarda la reti e gli attrezzi da pesca – la Commissione propone di introdurre regimi di responsabilità del produttore che dovrà coprire, oltre ai costi delle misure di sensibilizzazione, anche i costi della raccolta, nonché i costi del successivo trasporto e trattamento.  
  • Per quanto riguarda i cotton fioc, quelli di plastica in Italia sono stati messi al bando a partire dal 2019, un’iniziativa che ha anticipato il divieto di commercializzazione di questi prodotti contenuto nella proposta della direttiva. 
  • Infine ci sono le buste di plastica, ancora presenti sulle spiagge italiane La proposta di direttiva in questo caso è obbligare i produttori a contribuire alla copertura dei costi di gestione e bonifica dei rifiuti e delle misure di sensibilizzazione. 
  • Ultima nota riguarda gli assorbenti igienici e palloncini di gomma oggetti per cui è stata proposta un’etichettatura chiara, che indichi il loro impatto sull’ambiente e la presenza di plastica.  

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