Voltura: la procedura, i tempi e i costi

Tra le procedure più comuni che i consumatori si trovano ad affrontare nell’ambito della gestione delle utenze vi è la voltura.

Voltura: cos’è e quando è necessaria

La voltura consiste nel cambio di intestazione di un’utenza – domestica o business – relativa alla fornitura di luce o gas. Il caso più comune per cui si rende necessaria questa procedura è il passaggio di proprietà di un immobile, sia che avvenga per una vendita che per un’eredità, tuttavia anche nel caso di affitto di un appartamento, di un ufficio o di un negozio, l’accordo tra le parti può prevedere il cambio di titolarità per le bollette.

La caratteristica principale della voltura sta nel mantenimento dello stesso fornitore di energia elettrica o di gas: pur avendo la possibilità di cambiare le condizioni contrattuali e di stipulare un’offerta differente, è necessario che il venditore non cambi.

Inoltre, per definirsi tale, la voltura prevede che il contatore sia attivo e che quindi non vi sia interruzione del servizio nella fase di passaggio tra un intestatario e l’altro. È questa, infatti, la principale differenza tra voltura e subentro: quest’ultimo presuppone proprio la riattivazione del contatore parallelamente alla creazione di una nuova utenza.

Procedura e documentazione per la voltura

La richiesta della voltura è un’operazione piuttosto semplice ma completamente a carico del nuovo inquilino. Molti operatori, tra cui E.ON, permettono di avviare la procedura tramite la compilazione di un semplice modulo online, in cui si forniscono le informazioni necessarie per l’attivazione del nuovo contratto – del mercato libero o del mercato tutelato - e si sceglie l’offerta sulla base della stima dei propri consumi.

Tra i documenti richiesti che conviene tenere a portata di mano vi sono:

Codice fiscale del nuovo intestatario;

Dati anagrafici come nominativo, data e luogo di nascita e indirizzo dell’immobile per cui si vuole effettuare la voltura delle utenze;

Codice POD (nel caso di una voltura luce) oppure codice PDR (se si sta richiedendo una voltura gas): si tratta in entrambi i casi di un codice di 14 caratteri che si trova in alto a sinistra sulla bolletta o sul contatore elettronico e rappresenta il codice identificativo e univoco dell’utenza;

- Codice IBAN del nuovo titolare, necessario solo nel caso si opti per la domiciliazione bancaria È infine necessario provare di essere il proprietario o l’inquilino dell’immobile al fornitore di energia elettrica o di gas e di avere dunque diritto di richiedere una voltura per l’intestazione delle utenze.

mercato energia

 

Costi e tempi per la voltura

Affinché la voltura sia effettiva e venga attivata la nuova utenza, si rendono necessari all’incirca 4 giorni lavorativi. Dal momento della richiesta del nuovo titolare, infatti, il venditore, ossia il fornitore di energia elettrica o di gas, si riserva almeno due giorni lavorativi per verificare la validità dei documenti ed accettare di procedere con l’operazione. Dopo che il venditore ha comunicato la conferma al nuovo intestatario, sono necessari almeno altri 2 giorni lavorativi perché la voltura venga registrata e implementata.

Il costo della voltura prevede dei contributi fissi ed altri variabili che cambiano in base alla tipologia di operatore scelto. Se si opta per la maggior tutela, vengono richiesti 25,81€ per oneri amministrativi, l’imposta di bollo di 16€ e il contributo di 23€. A queste spese si aggiunge il deposito cauzionale per i clienti che non intendono pagare le bollette con addebito diretto su conto corrente o carta di credito, pari a 11,5€/kW e tra i 30€ e i 300€ in base ai consumi di gas. Nel mercato libero, invece, molto dipende dalle condizioni del singolo contratto, che può prevedere o meno imposta di bollo, cauzione o addebiti per il servizio, fermo restando il contributo amministrativo di 25,81€.

Domande frequenti sulla voltura

Sono molte le domande che si pongono gli utenti relativamente alla voltura. Abbiamo raccolto le più comuni per dare una risposta chiara ed immediata.

1. Il nuovo inquilino deve pagare gli eventuali debiti contratti dal vecchio titolare?

No, trattandosi di un nuovo contratto il venditore non può chiedere il pagamento delle morosità al nuovo intestatario, tuttavia è possibile che venga richiesta all’inquilino entrante una dichiarazione di estraneità al debito.

2. Il fornitore può rifiutare di accettare la voltura?

Sì, è possibile. Generalmente ciò avviene nel caso in cui il richiedente non abbia fornito la prova di essere in regolare possesso, proprietà o detenzione dell’immobile, ma nell’ambito del mercato libero possono esserci anche altre motivazioni e anzi il fornitore è libero di recedere dal contratto non appena abbia abbia valutato la richiesta di voltura.

3. È possibile effettuare una voltura con contestuale cambio di fornitore?

No. La normativa vigente prevede che il fornitore rimanga lo stesso nel caso della voltura. Al contrario, è possibile cambiare operatore per le utenze se si procede con il subentro, poiché in questo caso il contatore è stato precedentemente disattivato.

4. È possibile richiedere la voltura senza conoscere il precedente fornitore di luce e gas?

In questo caso, prima di procedere con la richiesta di voltura, è necessario rivolgersi allo Sportello per il Consumatore di Energia, che saprà fornire le informazioni necessarie entro dieci giorni lavorativi.