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Decreto rilancio in cosa consiste

Il Decreto-legge n.34 del 19 maggio 2020, anche noto come “Decreto Rilancio”, prevede il rafforzamento delle agevolazioni già esistenti riguardo gli interventi di risparmio energetico o di adeguamento antisismico. Da pochi giorni è stato convertito in legge il Decreto e sono in corso di realizzazione i decreti attuativi. Nello specifico, l’art. 119 del suddetto Decreto stabilisce una percentuale pari al 110% per la detrazione di interventi di riqualificazione energetica riguardanti l’isolamento termico, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione o a pompa di calore e interventi per l’adozione di misure antisismiche, qualora si intervenga su parti comuni degli edifici.

Decreto rilancio, cosa prevede

Il Decreto Rilancio, all’articolo 121, prevede per i contribuenti la possibilità di optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura o per la cessione del credito d’imposta in alternativa alla detrazione fiscale delle spese ammesse al Superbonus 110% o alle altre casistiche preesistenti legate a Sismabonus ed Ecobonus.

Rispetto alle attività già intraprese per Sismabonus ed Ecobonus che prevedevano un’agevolazione del 65-85%, gli interventi di fatto non cambiano se non per la qualità dei materiali, che devono essere selezionati, e per i criteri restrittivi. In particolare, per poter beneficiare dell’agevolazione, gli interventi riguardanti cappotto termico e impianti termici dovranno rispettare specifici requisiti tecnici al fine di ottenere un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

Ricordiamo che sarà consentito beneficiare dell’aliquota maggiorata per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.

Diversamente da quanto inizialmente ipotizzato, la misura sarà valida solo per gli interventi realizzati entro dicembre 2021 

mercato energia

 

Quali sono gli interventi condominiali che possono rientrare nel Superbonus?

Dev’esserci almeno uno dei due interventi cosiddetti “trainanti” che permettono, appunto, di godere della maxi aliquota:

1) l’isolamento dell’involucro dell’edificio,che deve garantire il miglioramento di due classi energetiche, sia da solo sia con interventi sull’impianto termico. Questi interventi, diversamente dalla normativa precedente, non devono solo rispettare i requisiti minimi di legge, ma devono essere eseguiti con materiali di tipo riciclabile e resistenti al fuoco. Quindi si tratta di interventi più performanti rispetto alla precedente normativa.

2) Sostituzione dell’impianto termico con caldaie in classe A o pompe di calore accoppiati ad altri interventi tecnologici.

Congiuntamente all’avvio di uno tra questi interventi trainanti, possono essere sostenute spese per altri lavori beneficiando sempre della detrazione del 110% e non del 50% come da normativa precedente; ad esempio lavori di risparmio energetico come la sostituzione degli infissi, oppure l’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo o di colonnine di ricarica di veicoli elettrici (rispetto alla quale ad oggi Decreto prevede l’esclusione delle lavorazioni su unità immobiliari destinate all’esercizio di attività di impresa).

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